Il permesso a costruire dimostra la proprietà?

In Italia è abbastanza comune che dopo molti anni ci si renda conto di possibili errori notarili e/o catastali; fino a un paio di decenni fa infatti molto spesso le procedure di rogito ovvero di accatastamento erano tenute un po "alla buona". Erano molto frequenti errori di scrittura, battitura a macchina su cui si correggeva a penna, errori di frazionamento, scritture poco chiare che generavano incomprensioni. La meccanizzazione delle procedure è cominciata negli anni 70 ma per tutti gli anni 80 la situazione non è migliorata.

Oppure ci possono essere situazioni familiari per cui su un suolo cointestato ai genitori uno dei figli abbia costruito un immobile e via discorrendo. Innanzitutto è bene ricordare che in Italia vige in linea generale l'istituto dell'accessione (sebbene poi vi siano delle limitazioni su questo diritto che approfondiremo in un successivo articolo), secondo il quale il proprietario del suolo diventa automaticamente proprietario di ciò che c'è sotto e sopra al suolo (inclusi ovviamente fabbricati).

Il suolo quindi è quello che detta legge; chi è proprietario del suolo è proprietario automaticamente anche di eventuali fabbricati salvo non ci siano indicazioni contrattuali o altri diritti reali di godimento (es. diritto di superfice).

Quindi se un fratello costruisce un immobile su un terreno cointestato ai famigliari, la proprietà dell'immobile diventa dei rispettivi famigliari secondo le quote legittime. Per cui l'ottenimento di un permesso a costruire non è garanzia di alcuna proprietà, anzi, la pubblica amministrazione non è tenuta a fare grandi approfondimenti sulla faccenda (secondo le sentenze e la giurrisprudenza) se non a verificare in linea generale l'esistenza o meno del diritto di proprietà o altro titolo sufficiente del richiedente in capo a quella determinata particella. Indagini ulteriori non sono richiesti e non competono alla PA ammesso che i pubblici ufficiali non siano o non vengano messi a conoscenza (da parte dei vicini ad esempio) di possibili contestazioni o irregolarità.

Infatti il permesso a costruire viene sempre rilasciato con la clausola "fatti salvi i diritti di terzi" appunto per il fatto che la Pubblica Amministrazione non può conoscere in anticipo se su quella particella vi sono problematiche particolari magari sconosciuti anche ai diretti interessati. Sarà cura del richiedente dimostrare, in eventuali contestazioni, di essere effettivamente il proprietario della specifica particella.

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